AMBIENTE, POLIZIA E NUMERO LEGALE. COMMISSIONE MOVIMENTATA E PROTESTE DEI COMITATI

Seduta molto movimentata della Commissione Ambiente al Comune di Brescia l’altro giorno (5 Luglio) a Palazzo Loggia. La Commissione doveva occuparsi della “spinosa” vicenda del caso Caffaro che fa della zona di Brescia coinvolta, uno dei siti nazionali inquinati degni della massima attenzione nazionale.
Eppure del caso Caffaro e della situazione degli oltre 25.000 cittadini che vi vivono attorno si parla poco, il minimo indispensabile e solo quando non se ne può fare a meno.
Vale la pena di ricordare che chi risiede in quelle zone non può avere contatti con il terreno ed i suoi prodotti, pensate che addirittura nemmeno i bambini possono giocare nei parchi anche se qualcuno dice che lo fanno lo stesso.
Questi divieti sono sanciti da una ordinanza del Comune di Brescia e probabilmente è stato il porre il dubbio sulla sua effettiva osservanza che ha scatenato l’ira degli Amministratori Comunali nei confronti di un cittadino, Guido Menapace, intervenuto all’interno del dialogo di detta riunione di commissione.
Ma andiamo con ordine ed analizziamo i fatti per come sono accaduti. La Commissione deve affrontare la vicenda Caffaro; il signor Menapace interviene elencando gli evidenti disagi in cui vivono i residenti di quelle zone. Sembra proprio che lo stesso non inventi nulla di nuovo, visto che quanto emerge dalla sua testimonianza è stato più volte, nel passato, esposto anche dai maggiori organi di stampa  nazionali e locali. Racconta dei 25mila abitanti costretti a vivere, ormai da dieci anni, in una zona in cui è vietato toccare il terreno. Distese di cemento per non contaminarsi con le diossine e i Pcb. Aziende agricole danneggiate economicamente anche in maniera irreversibile, animali uccisi dall’ASL. I bambini non possono giocare nei parchi pubblici e nei giardini delle scuole.
Nei parchi sembrano mancare addirittura i cartelli di divieto.
A Seveso, città tristemente famosa per la vicenda della diossina, contaminata con valori inferiori a quelli di Brescia, nel lontano 1976 intervenne l’esercito, furono eliminate case, tagliate piante e rimossa buona parte del terreno.
Scrive Andrea Tornaghi su “bracebracebrace.wordpress.com” che magari ti aspetti di “… vedere i parchi chiusi, transennati, segnalati; i campi abbandonati presidiati dalla polizia locale, come dovrebbe accadere in una città in cui i livelli di diossina superano quelli registrati a Seveso… A Brescia invece si vive tranquillamente a contatto con una delle sostanze più pericolose create dall’uomo.
Sarà per questo che quando Menapace sottolinea la gravità della situazione, lamentando anche la presunta inosservanza dell’ordinanza comunale, l’atmosfera si scalda ed invece di arrivare chiarimenti ed informazioni arriva la minaccia di chiamare il comandante della Polizia Municipale per raccogliere la testimonianza dell’intervento del cittadino! Poi la maggioranza di centrodestra che governa Brescia dal 2008 determina la mancanza del numero legale per la prosecuzione dei lavori e sulla vicenda Caffaro, per adesso, i cittadini ed i comitati non avranno nessuna risposta!
Guido Menapace, in rappresentanza del Comitato per l’Ambiente Brescia Sud, interviene sull’accaduto con un Comunicato Stampa:
Il comitato per l’Ambiente Brescia Sud con questa nota desidera informare i cittadini bresciani della grave situazione verificatasi nelle giornata di giovedì 5 luglio presso la sala consiliare del comune di Brescia.
Invitati dalla Consulta Bresciana per L’ ambiente a presentare una relazione introduttiva sul problema CAFFARO, PCB e DIOSSINE durante la commissione ambiente che trattava questo argomento, si è cercato di segnalare , non solo i dati già a conoscenza sugli effetti di tali inquinanti, ma tutti gli interrogativi, le denunce,ricordare i gravi rischi per la salute che quotidianamente vivono i residenti della zona di Brescia Sud.
Sono stati posti quesiti ma sono state fatte anche critiche aperte e trasparenti alle istituzioni per la mancanza di una seria proposta per risolvere il più grande problema ambientale che la città di Brescia si trova a vivere. Rappresentanti di Lega e Pdl, e in particolar modo Gallizioli e Toffoli, hanno impedito la normale lettura della relazione, e non solo hanno continuamente interrotto il relatore signor Menapace, ma lo hanno minacciato di querele e denunce. Da lì la decisione da parte dei sopracitati rappresentanti della commissione di abbandonare i lavori con la conseguenza, mancando il numero legale, di interrompere definitivamente l’incontro.
Riteniamo quindi che si sia verificata una grave e totale mancanza di democrazia, una incapacità di ascoltare i reali problemi dei cittadini, di accettare (pur avendo la possibilità in seguito di controbattere) le critiche reali e dimostrabili concretamente.
Ancora una volta non si è voluto discutere del “problema Caffaro”; per l’ennesima volta i cittadini sono stati beffati dalla messa in atto un vero e proprio sabotaggio.
Il Comitato per l’Ambiente Brescia Sud condanna questo tipo di azioni in quanto le richieste e le osservazioni fatte avrebbero potuto essere di stimolo per un serio inizio programmatico sulle azioni da compiere per cercare di risolvere il grande problema ambientale cittadino. L’impressione avuta è che i comitati ambientalisti sono visti come una minaccia per l’immagine della città, mentre dovrebbero essere considerati una risorsa per la comunità stessa, visto che hanno come obiettivo la tutela dell’ambiente e la salute di tutti i cittadini. 

La rete Antinocività Bresciana interviene sulla vicenda a fianco del Sig. Menapace e di tutti i cittadini interessati dalla vicenda con il seguente comunicato:
La Rete antinocività bresciana esprime la propria solidarietà al Sig. Guido Menapace e al Comitato ambiente Brescia sud. Riteniamo che quanto avvenuto il 5 luglio durante la seduta della commissione ambiente sia gravissimo: alla chiarissima ricostruzione della vicenda Caffaro/pcb/cromo, alla seria preoccupazione di cittadini che da tempo si mobilitano per difendere la nostra salute ed il nostro territorio, gli esponenti dei PDL e Lega hanno risposto abbandonando l’aula e facendo mancare il numero legale per la votazione.
Al capogruppo della Lega Gallizioli, che ha detto “Bisogna stare molto attenti quando si viene qui a parlare” rispondiamo che bisogna stare ancora più attenti quando si vive in una città in cui ci sono siti radioattivi che mettono a rischio la falda acquifera, una città in cui nei parchi pubblici di alcuni quartieri i bambini non possono giocare perchè il terreno è inquinato, una città in cui le patologie tumorali fanno impallidire le medie europee e nazionali. Abbandonare l’aula è gravissimo, così come lo è non rispondere ai propri cittadini.
Attendiamo, con i cittadini del Comitato ambiente Brescia sud, le risposte alle domande poste il 5 luglio ed alle proposte avanzate.  ”

Questi sono i file audio degli interventi di Menapace (domande), Labolani (critiche al Giornale di Brescia) e Gallizioli/Toffoli (richiesta di intervento dei Vigili Urbani) disponibili sul sito bracebracebrace.wordpress.com
Menapace
Labolani
Gallizioli e Toffoli

 

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