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CESIO SENZA FINE…

Non c’è pace per la zona Est di Brescia. In questi ultimi mesi si è fatto un gran parlare di Cesio 137 abbinandolo alla tristemente famosa ex Cava Piccinelli ma, siccome al peggio non sembra esserci fine, ecco spuntare la possibilità che altro Cesio radioattivo si trovi in un’altra discarica dal lato opposto della strada. Si fa il nome della Ve-Part di Buffalora dove a seguito del rinvenimento di tracce di Cesio 137 (in verità basse) appare lecito concludere che in questo sito ci sia potuto essere uno smaltimento abusivo di tali sostanze radioattive.
Nella sua relazione che segue l’interessamento dell’Agenzia, l’Arpa precisa: “Non si può escludere la presenza di materiale contaminato all’interno della ex discarica”. L’indagine infatti sarebbe falsata dalla presenza del piazzale in cemento, in grado di schermare eventuali radiazioni.
I gestori della discarica sono intanto oggetto di continue diffide da parte della Provincia a causa della mancata manutenzione del sito a causa della quale, probabilmente, nel 2012 il percolato arrivava ormai al livello del piazzale minacciando addirittura il vicino quartiere di Buffalora.
Secondo l’ufficio rifiuti della Provincia di Brescia ” la discarica è stata utilizzata dal 1980 per il conferimento di rifiuti speciali tossico-nocivi di varie tipologie come fango galvanico,  fango di acidi, morchie oleose, morchie di verniciatura, successivamente integrati da acidi da bagno di ossidazione anodica, abbattimento fumi, impianti di trattamento chimico-fisico
Pare che dal mese di Maggio la Ve-Part abbia iniziato ad eseguire dei lavori sul piazzale e che in questo periodo si stia smaltendo il percolato, anche se però non è ancora dato sapere che fine farà e dove e come sarà stoccato. Informazioni molto preziose di cui i cittadini hanno tutto il  diritto di esserne messi al corrente visto che in questa zona, da qualche anno a questa parte, ti dicono una cosa e poi ne interrano un’altra!
I lavori di messa in sicurezza dovrebbero essere conclusi per la fine di questo mese, ma intanto dall’altra parte della strada, alla ex Cava Piccinelli mancano ancora azioni concrete per arginare invece una situazione potenzialmente ben più grave.
Su tutto questo consentiteci di porre due interrogativi: come è stato possibile che delle cave siano diventate siti di stoccaggio di materiale radioattivo senza che nessuno si sia mai accorto di nulla? Ed ancora: chi pagherà i danni all’ambiente, alla salute ed all’economia della zona?
Sarà anche possibile che la Regione Lombardia autorizzi le discariche, ma è pur vero che qualcuno dovrebbe poi controllare che nel sito le operazioni di stoccaggio corrispondano a quanto autorizzato perchè se il controllore è la stessa persona del controllato forse chi oggi si oppone alla discarica di amianto di via Brocchi non ha poi tutti i torti!

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