Area bimbi seraSta suscitando viva polemica la lettera aperta al Sindaco pubblicata su Quibrescia (www.quibrescia.it) inviata dal sig. Celso Vassalini per i toni ed i contenuti con cui viene descritta una situazione di disagio di cui sarebbe causa il (piccolo) parco giochi per bambini situato nei pressi del condominio abitato dallo stesso autore della lettera.

Ma entriamo con attenzione nei dettagli della lettera che esordisce con un ” … le scrivo a nome e per conto del Condominio e del Quartiere S.Polino, per portarLe a conoscenza il disagio che da qualche anno viviamo. Confido che questo scritto possa portare alla risoluzione del problema, senza ulteriori iniziative.
Prima di addentrarci nella questione, chiariamo che il quartiere, abitato anche da scrive, si chiama Sanpolino e non S. Polino almeno fino a quando non si troverà un beato di nome Polino da santificare! Strano che a distanza di oltre sette anni dalla sua nascita ci siano ancora dubbi sulla sua denominazione.
Secondo alcuni residenti bisognerebbe essere cauti nello scrivere ” a nome e per conto” del quartiere, visto che qualcuno potrebbe anche non condividere le idee ( o parte di esse) espresse nella missiva. In particolare sembra non essere particolarmente condiviso l’accanimento nei confronti dell’area giochi per bambini che sorge proprio in via Levi Sandri all’altezza del condominio identificato dal civico numero 21.
vassallini su quibresciaPer dovere di cronaca dobbiamo riferire che, su questo benedetto parco giochi, già da tempo ci arrivano in redazione strane segnalazioni di genitori a cui i figli hanno raccontato di divieti cartacei di utilizzo del parco dopo le ore 21 (o 22) posizionati abusivamente con l’unico scopo di vietarne indiscriminatamente la fruizione per fortuna, poi, prontamente rimossi dalle autorità.
Siamo convinti, in tal senso, che la soluzione dei problemi legati ad un corretto utilizzo della struttura non sia quella della sua chiusura, quanto piuttosto di una intensificazione della sorveglianza dell’area e dell’apposizione di un cartello (da parte del Comune però…..) con un suo regolamento di utilizzo.
Poco apprezzamento sembra inoltre riscuotere la parte della lettera in cui si dice che ” Riteniamo che questo ambiente non rispondeva e non risponde alla normativa vigente, in particolare: attenzione non solo nella scelta e nell’installazione di tali attrezzature, che devono seguire le norme costruttive in vigore, ma anche alla loro regolare e precisa manutenzione; il gioco della pallacanestro origina rumori ripetitivi fastidiosi e con il trascorrere del tempo risultano essere insopportabili. I suoni e i rumori del parco si trasmettono quasi invariati nelle nostre abitazioni quasi che le mura domestiche non facciano da protezione e la mancanza delle etichette che prende la norma UNI EN 1176-7 che guida all’installazione, ispezione, manutenzione e utilizzo delle attrezzature. Le Norme tecniche, infatti, non sono definite per mero gusto di dare delle regole noiose ma proprio per garantire la minimizzazione del rischio a cose e persone e attenzione dove si installano per la quiete del vicinato. La responsabilità della corretta installazione e manutenzione ricade infatti, sui proprietari e gestori delle aree gioco, sui datori di lavoro delle strutture scolastiche e ricettive e sui responsabili degli Uffici Tecnici comunali e di Enti Pubblici in genere.
Norme tecniche e UNIEN esistono ormai da un bel po’ di tempo e forse sarebbe il caso che queste pretese fossero state avanzate alla precedente amministrazione comunale, alla quale, noi di Sanpolinolive, abbiamo fin da subito contestato l’utilizzo e l’installazione di giochi “usati”, installati peraltro già sporchi senza nemmeno essere stati minimamente ripuliti perché provenienti, a loro volta, da un altro parco giochi.
A quei tempi nessuno dei residenti che oggi si lamentano, si sentì di unirsi al coro di proteste che chiedeva giochi nuovi e puliti e a norma anche per i nostri bambini, perché la questione evidentemente non è sulla qualità delle strutture, ma solo ed esclusivamente sulla quantità di rumore prodotto.
Purtroppo, dobbiamo constatare che alle volte, il passare del tempo, rende gli individui sempre meno tolleranti e che il cosiddetto “metodo Bianchini” (vi ricordate l’ex Assessore leghista che voleva far saltare in aria le torri di San Polo per eliminare il disagio sociale?) vive ancora dentro la mente di qualcuno!
Non è una sorpresa infatti se qualche riga più sotto si propone: ” Lo studio di riqualificazione del parco giochi (previo smantellamento urgente dell’esistente).
Invece noi siamo convinti che la vera esigenza di questo quartiere, su cui la precedente amministrazione Paroli ha dormito sonni tranquilli, non è smantellare ma realizzare altri spazi di incontro, aree di socializzazione che nelle altre zone della Città si identificano con gli oratori delle Parrocchie, grave lacuna che si è deciso di lasciare invece nel quartiere di Sanpolino a cui si è destinata una Diaconia che, nei fatti, non aggrega i giovani ma, anzi, li divide visto che buona parte di essi si dividono fra le Parrocchie di San Polo Vecchio e Sant’Angela Merici, peraltro distanti e non collegate con alcuna pista ciclabile con il quartiere.
Logico quindi che, se abbandoni l’esperienza aggregativa dei giovani al caso, poi ti ritrovi con parchi giochi per bambini che vengono utilizzati anche dai “più grandicelli”.
Ci sentiamo di dire al sig. Vassallini che qui il problema non è se “sterminare” o meno l’area giochi per bambini per non farli giocare a basket davanti a casa sua, ma quello di intavolare un discorso più serio con l’Amministrazione Comunale convocando un tavolo organizzativo anche con le Parrocchie, trovando accordi per la realizzazione e l’apertura di spazi pubblici evitando che si ripetano errori come quello del Pampuri, centro sportivo “sequestrato” da oltre 8 anni dalla Parrocchia della Conversione di San paolo di San Polo Vecchio su cui detta parrocchia non ha mai destinato un solo Euro per la sua ristrutturazione o manutenzione e destinandolo anzi ad allevamento di polli e raccolta di materiali ferrosi tra l’indifferenza di tutti tranne quella di Sanpolinolive che ha deciso di metterci la faccia dei propri collaboratori perché qualcosa si muovesse!
La nostra idea era e rimane l’apertura graduale al pubblico della struttura del Pampuri tramite l’assegnazione della stessa ad una struttura o associazione del territorio che si impegni a garantirne la libera fruibilità e la sorveglianza per almeno due ore al giorno magari consentendo alla stessa l’installazione di una struttura interna di ristoro con il cui ricavato autofinanziare la manutenzione del centro.
Lo diciamo da anni ma nessuno ci ascolta: chissà che con la nuova Amministrazione Del Bono si riesca a trovare un interlocutore interessato!
Questo perché, senza nasconderci dietro il dito, diciamo chiaramente che se oggi a Sanpolino i ragazzi non hanno un posto dove andare è colpa di un’Amministrazione Comunale sorda alle esigenze di questa parte della Città, di una Parrocchia che pur avendo spazio e strutture per creare una sorta di Oratorio (parliamo del Pampuri….) ha preferito tenerlo chiuso accelerando il decadimento della struttura, ma soprattutto colpa di chi ha preferito stare zitto e farsi i fatti propri fino a quando, quattro infernali ragazzini hanno cominciato ad infastidirne il riposo pomeridiano con la loro terribile palla da baske t!

Leggi il testo integrale della lettera su Quibrescia.it

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