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SANREMO 2021: SECONDA SERATA SOTTO I RIFLETTORI

(R.P.) – La seconda serata:

Tra dubbi sulle mascherine messe a disposizione dalla Rai, accuse di plagio e tamponi positivi la seconda serata è riuscita a regalarci comunque parecchie gioie: tutte dopo le 22.30 giusto per non smentirsi mai.
Un inizio con Fiorello che riesce sempre e comunque a lasciare il segno e strapparti una risata. Protagonisti indiscussi della serata i palloncini in platea:
S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-I.
Inizio con il ringraziare «Marco – che nel lontano 1993 – se n’è andato» regalandoci Laura Pausini che, nonostante le classifiche, i premi vinti e i live, non nasconde l’emozione di trovarsi sul palco più importante d’Italia. Semplicemente meravigliosa.
Sui cantati che si sono esibiti quando ancora eravamo tutti svegli e arzilli non c’è molto da dire. Se nel 2020 si cercava Bugo, ieri sera ci si domandava: “dov’è l’asta?” e “dov’è Lodo?”. Sì, bella l’esibizione de Lo Stato Sociale con «Combat Pop» ma io volevo sentire cantare, anche, Lodo.
Passerei direttamene alle esibizioni da mezzanotte in poi. Che dire? Ermal Meta con «Un milione di cose da dirti» torna all’Ariston, per la sesta volta, per vincere… di nuovo. Per vincere con eleganza, umiltà, intonazione. Ringrazia il palco che gli ha dato tutto, si inchina davanti all’orchestra e poi canta e tu da casa canti con lui come se al primo ascolto conoscessi già la canzone. Lui è così scrive e arriva dritto alle persone, un’artista che ti legge dentro, che sa mettere nero su bianco il milione di cose che hai da dire.
Segue Willie Peyote con il manifesto «Mai dire mai» per il quale non mi esprimo, ma vi lascio un pezzo del brano. Fatevi del bene e andate a leggerlo per intero.

“Questa è l’Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c’è la morte.
In base al tuo pubblico scegliti un bel personaggio, l’Italia è una grande sit-com
Sta roba che cinque anni fa era già vecchia ora sembra avanguardia e la chiamano It-pop.
Le major ti fanno un contratto se azzecchi il balletto e fai boom su Tik-tok
Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype
Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live.
Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype […]
Pompano il trash in nome del LOL e poi vi stupite degli Exit poll?
Vince la merda se a forza di ridere riesce a sembrare credibile
Cosa ci vuole a decidere “tutta ‘sta roba c’ha rotto i coglioni?”

Passiamo al più discusso, chiacchierato e atteso. Ieri tutti con le dita incrociate ad accendere cerini e chiedersi perché in 79 pagine di regolamento non ci fosse una postilla che spiegasse come reagire se un cantante o un membro del suo staff fosse risultato positivo al Covid-19. Alla fine, Irama si è “esibito” in DAD. Ultimo in scaletta ma terzo sul podio della classifica generale con «La genesi del tuo colore».

Una seconda serata che inizia a rilento e tardi ma che ci lascia piccoli ma importanti messaggi. Laura Pausini ci ricorda che “famiglia non è solo avere lo stesso sangue”. Elodie conclude il suo monologo dicendo che “il pregiudizio è degli esseri umani. Quello che mi hanno insegnato Mauro, la vita e la musica è che non bisogna sempre sentirsi all’altezza delle cose. L’importante è avere il coraggio di fare, poi ci si aggiusta in corsa”.
E, in un periodo, ormai un anno, come quello odierno dovremmo tutti abbandonare il pregiudizio e l’odio, imparando a riscoprire e apprezzare le piccole e semplici cose. La realtà e la normalità la creiamo noi adeguandoci al presente e usando il buon senso, che molti non hanno! Dopo un anno di divieti e privazioni, di baci e abbracci mancati, di sorrisi nascosti e occhi lucidi abbiamo capito che ciò che conta non sono le cose materiali ma il potere dei piccoli gesti, delle parole semplici e delle emozioni condivise. Dovremmo avere il coraggio di vivere a testa alta, ma rispettando le regole; di vivere inseguendo i nostri sogni senza dimenticarci l’umiltà e l’empatia; di vivere…. Vivere e basta!

 

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