DEL BONO: I CONTAGI SONO DI PIU’ DI QUELLO CHE DICONO

DEL BONO: I CONTAGI SONO DI PIU’ DI QUELLO CHE DICONO

(gf) – E’ amareggiato il Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, quando parla della situazione nella nostra Città in merito all’emergenza coronavirus.
Lo dice apertamente su Canale 5 in una trasmissione speciale su questa tragica epidemia.
Secondo il Sindaco “nella nostra provincia i contagi sono molto di più rispetto a quelli che ci dicono e così i morti. Tanti sono malati in casa e non sappiamo come stanno. I numeri non calano e mancano medici ed infermieri”.
Sono parole dure che chiedono una ulteriore mano di aiuto per questo territorio così duramente colpito in termini di numero di contagi.
Ed in effetti è assurdo che i cittadini facciano ancora fatica a reperire i più elementari presidi di protezione individuali, come mascherine, guanti e disinfettanti, che occorrerebbe invece distribuire tra la gente.
E’ assurdo che quasi tutte le farmacie ne siano completamente sfornite: è ovvio che le necessità maggiori sono in ospedale, ma è altrettanto vero che in giro ci possono essere positivi asintomatici che possono diffondere il virus a propria insaputa nei supermercati, nelle farmacie e negli ambienti di lavoro dei servizi essenziale che non hanno chiuso.
Siamo in piena emergenza da quasi un mese, in un territorio dove si dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di un campionamento a tappeto: troppe persone potrebbero essere positive senza saperlo ed anche non uscendo di casa, o uscendo solo per andare a fare la spesa, potrebbero contagiare i familiari conviventi diffondendo ulteriormente il contagio.
Siamo in una situazione eccezionale e straordinariamente complessa e non si può continuare ignorando che ci sono zone dove si muore con numeri a tre cifre: in queste zone bisogna intervenire in maniera preventiva in misura massiccia.
Occorre fare di più in termini di ricerca e conoscenza reale della quantità di ammalati, contagiati e portatori.
Forse sarebbe il caso di intervenire con più determinazione perchè intanto, tragicamente, i numeri salgono.

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