Sicurezza a Sanpolino: tra interventi e mancanza di coordinamento

Martedì 5 maggio, il Consiglio di Quartiere di Sanpolino ha incontrato l’assessore Valter Muchetti e il dirigente della Polizia Locale Roberto Novelli per discutere degli episodi di microcriminalità in quartiere e capire come affrontarli. Da quanto riportato nella pagina del CDQ in  merito all’incontro emerge che gli interventi delle forze dell’ordine si sono concentrati recentemente su Corso Bazoli, diventato l’epicentro dei controlli: 43 interventi in quattro mesi e l’emissione di due DASPO urbani. Un segnale di attenzione che però, evidentemente, non basta a garantire serenità per i residenti: ci chiediamo quanti di questi 43 interventi si sarebbero potuti evitare se sul territorio vi fosse maggiore sorveglianza e presenza?

In tal senso sembrava una buona idea l’arrivo dei nuovi agenti di comunità. Operativi in tutta Brescia da marzo 2026, questi agenti si muovono a piedi con l’obiettivo di fare prevenzione e raccogliere segnalazioni dai cittadini. Tuttavia, i dati per Sanpolino sono a dir poco desolanti: solo due passaggi (il 6 e il 31 marzo).
Il limite è nei numeri: con soli 20 agenti per l’intera città, garantire una presenza costante nei singoli quartieri appare difficile. Su questo siamo fortemente critici in quanto riteniamo che gli interventi a beneficio della sicurezza debbano essere funzionali e garantire continuità e che quindi vadano progettati con numeri adeguati e non approssimativi.

Altro punto critico riguarda il flusso di informazioni tra le diverse forze di polizia. Con sorpresa è emerso che i dati sulle denunce di reato non vengono condivisi sistematicamente tra Questura e Comune: pare che se la Questura riceve dieci denunce in una microzona, il Comune potrebbe non saperlo: un paradosso, considerando l’esistenza del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e senza una banca dati comune diventa difficile pianificare interventi mirati e strutturali.

E’ quindi evidente che con il permanere delle criticità evidenziate, si rischia di non contrastare efficacemente i fenomeni di criminalità che preoccupano i residenti di Sanpolino e anche se questi fenomeni si vogliano definire microcriminalità, disagio giovanile o danneggiamenti allo scopo di indorare la pillola, il quadro dipinto resta comunque poco piacevole.
Ricordiamo alle istituzioni che la sicurezza non può e non deve essere solo una risposta emergenziale, ma il risultato di un’integrazione vera e costante tra controllo del territorio, condivisione delle informazioni e sostegno sociale.

Il post del CDQ Sanpolino

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